5112
Pennino carenato, cappuccio laminato oro, corpo in resina nera o ebanite fiammata.

Fabio Moricci è figlio d’arte. Si forma nel laboratorio del nonno e dedica il proprio lavoro agli strumenti di scrittura, restaurando stilografiche di ogni epoca e marchio.
Qui il tornio incontra il CAD, la carta abrasiva il controllo dimensionale, l’esperienza il progetto.
La storia di Duchessa comincia nel 1935 con Pietro Codega. Le penne portano materiali e tecniche del loro tempo: ebanite, celluloide, sistemi rientranti, rivestimenti preziosi.
Oggi quella storia prosegue a Firenze, in questo stesso laboratorio. Una disciplina applicata al presente.



Milano. Pietro Codega fonda P.C.M. Nasce Duchessa.
Rientranti e pulsante di fondo in ebanite e celluloide, con rivestimenti in metallo prezioso.
Pennino carenato, cappucci laminati oro, ebanite fiammata. Arrivano le trasparenze.
La produzione si ferma.
Duchessa riprende a Firenze, nel laboratorio del Pennaio.
Il primo secolo.




Ogni Duchessa portava la sua firma sul fusto: il nome e una corona stilizzata. La stessa corona tornava sul pennino, in oro 585.
Pennino carenato, cappuccio laminato oro, corpo in resina nera o ebanite fiammata.
Una rientrante con sezione trasparente. Il pennino arretra e avanza sotto gli occhi di chi scrive.
Interamente trasparente, con caricamento a depressione. Il meccanismo diventa spettacolo.
La stessa curiosità per i materiali guida oggi la linea in titanio.
Ricostruzione storica basata sull’articolo "La Duchessa ritrovata" di Ariberto La Rocca, Penna n. 9.
Dall’archivio della rivista
La storia della stilografica in Italia · Vol. 1